Palazzo Velluto a Coste capitolo 1/ Corduroy Mansions ch.1

26 January 2012

[English original text copyright (C) Alexander McCall Smith 2009. Italian translation by Rob Nowell.]

1. Nel bagno

Lo spaccio, pensò William. Spumante spagnolo – roba da merda, pensò – si spacciava per champagne. Whisky giapponese – Glen Yakomoto! – era servito come scotch. Formaggio duro inferiore – proveniente da fabbriche gestite dalla mafia in Catania – era venduto ai fiduciosi come parmigiano.
Tante cose si spacciavano in un modo o l’altro, e ora, fermo davanti allo specchio del bagno, si chiese se anche lui si sarebbe potuto spacciare. Si esaminò, o almeno esaminò quella parte di lui che inquadrò lo specchio piccolo – solo il viso, per dire la verità, e un po’ del collo. Cronologicamente era un viso cinquantunenne, ma si sarebbe spacciato, si chiese, per un viso di quaranta-e-qualcosa anni?
Si squadrò più minuziosamente: c’erano rughe intorno agli occhi e ai bordi della bocca ma le guance erano abbastanza lisce. Tirò la pelle intorno agli occhi e le rughe sparirono. C’erano dottori che te lo potevano fare, naturalmente: stringere qui, serrare lì. Ma i risultati, pensò, di solito erano risibili. Aveva avuto un cliente che si era recato da qualche clinica per poi tornare con il viso che sembrava una maschera di teatro noh – tutto spianato e piatto. Era triste, per pensarci bene. Poi in quanto alle parrucche da uomo, con l’attaccatura cruda e ovvia, ispiravano la voglia di allungare la mano e dare uno strattone. Era piuttosto difficile astenersi, infatti, e una volta da studente – e ubriaco – aveva fatto proprio così. Aveva tirato alla parrucca di un uomo in un bar e … l’uomo aveva pianto. Si vergognava ancora per quello. Meglio non pensarci.
No, si stava erodendo abbastanza bene, ed era parecchio meglio lasciare agire la natura, erodersi secondo il modo dei monumenti storici. Guardò di nuovo il suo viso. Niente di male. Quel tipo di viso, pensò, che sarebbe stato difficile descrivere sul poster di un ricercato, se mai avesse fatto qualcosa che meritasse l’attenzione delle forze di ordine – cosa che non aveva fatto, naturalmente. A parte le cose normali che fanno di ognuno un criminale: ‘Ricercato per parcheggio abusivo,’ mormorò. ‘William French, 51. Statura media, leggerissimamente sovrappeso (se possiamo permetterci di dirlo), nessun segno particolare. Non pericoloso, ma da avvicinare con cautela.’
Sorrise. E se mi descrivessi in uno di quegli annunci matrimoniali? Commerciante di vino, vedovo, solvente tardiquarantennesco, buon senso dell’ umorismo, forma accettabile, amatore di musica, ristoranti, ecc. ecc., vorrebbe incontrare donna presentabile, vivace per legame stabile.
Sarebbe stato più o meno tutto lì. Certo, uno doveva stare attento alla scelta delle parole in queste cose; esistevano dei codici, e uno poteva non esserne cosciente. Solvente era abbastanza chiaro: voleva dire che uno aveva soldi sufficienti per vivere comodamente, ed era vero. Non si sarebbe definito benestante, ma era sicuramente solvente . Benestante, aveva letto da qualche parte, ora voleva dire risorse disponibili di più di … quanto? Più di quello che aveva, sospettava.
E forma accettabile? Dunque, se non era strettamente vero in quel momento, lo sarebbe stato tra breve. William si era iscritto ad una palestra dove gli era assegnato un personal trainer. Se la sua forma attualmente non era ideale, lo sarebbe stato presto, una volta che il personal trainer l’avesse lavorato. Ci sarebbe voluto un mese o due, pensò, non tanto di più. Quindi forse si poteva dire, tra breve in forma accettabile.
Poi, cosa dire su: vorrebbe incontrare donna presentabile, vivace per legame stabile. Allora, presentabile era un requisito abbastanza basso. Quasi chiunque potrebbe essere presentabile se facesse almeno qualche sforzo. Vivace era un’altra cosa. Bisognava stare attenti con vivace perché potrebbe forse essere una parola in codice per insaziabile, e quello non sarebbe andato. Chi vorrebbe incontrare una donna insaziabile? Mio figlio, pensò William subito. È esattamente il tipo di donna che Eddie vorrebbe incontrare. Il pensiero lo depresse.
William viveva con suo figlio. Allusioni chiare si erano fatte che Eddie avesse potuto preferire cambiare casa e convivere con altri ventiqualcosenni, e ultimamente un amico di Eddie gli aveva pure chiesto se voleva condividere un appartamento, ma sembrava che queste allusioni fossero cadute su un terreno poco ricettivo. ‘È piuttosto un’ avventura, Eddie,’ disse William. ‘Tutti al tuo stadio di vita condividono appartamenti. Come quelle ragazze di sotto. Hai visto come si divertono? Quasi tutti fanno così.’
‘Tu non l’hai fatto.’
William fece un sospiro. ‘Le mie circostanze, Eddie, erano leggermente diverse.’
‘Hai abitato con Nonno fino a quando non ha tirato il calzino. ‘
‘Appunto. Ma l’ho dovuto fare, non vedi? Non avrei potuto lasciarlo solo.’
‘Ma io potrei abitare con te fino a quando hai tirato il calzino.’
‘Sei molto gentile. Ma non ho l’intenzione di tirarlo ancora.’
Poi c’era stata un’offerta di aiuto con un’ipoteca – da pagare l’anticipo per un appartamento in Kentish Town. William aveva anche contattato un agente e trovato un appartamento che sembrava adatto. L’aveva guardato senza dire niente a Eddie, incontrando l’agente un pomeriggio e facendosi mostrarlo durante la ripetizione di una litania dei suoi vantaggi e di quelli del quartiere.
William rimase perplesso. ‘Ma non sembra che abbia una cucina,’ accennò.
L’agente tacque un attimo. ‘Non proprio,’ concesse. ‘No. È corretto. Ma c’è un posto per l’acquaio e si vede dove stava prima il fornello. Quindi è lo spazio cucina. Oggi la gente considera lo spazio cucina. Il vecchio concetto di una cucina a sé stante non ha tanta importanza. La gente vede oltre a una cucina.’
Nonostante gli svantaggi, William aveva proposto a Eddie di guardare il posto e poi aveva fatto la sua proposta. Gli avrebbe dato l’anticipo e garantito l’ipoteca.
‘Un posto tutto tuo, ‘ disse. ‘È ideale.’
Eddie aveva un’aria incerta. ‘Ma non ha una cucina, Babbo. L’hai detto tu. Niente cucina.’
William non fece una piega. ‘Ha uno spazio cucina, Eddie. Oggi la gente vede oltre a una cucina. Non lo sapevi?’
Ma Eddie non si fece convincere. ‘Sei gentile, babbo. Apprezzo l’offerta, ma credo che sia prematura. Infatti sto molto comodo qui a casa. Poi è più green, no? Condividere. Minimizza parecchio la nostra impronta al carbonio.
E di conseguenza William si trovava sempre insieme con suo figlio ventiquattrenne. Commerciante di vino, pensò, vorrebbe che suo figlio incontrasse una donna vivace con intenzione di convivere. Definitivamente. Qualsiasi quartiere.
Girò le spalle allo specchio e si chinò per aprire l’acqua per il suo bagno mattutino. Era un venerdì, il che voleva dire che avrebbe aperto l’impresa mezz’ora più tardi, alle dieci e mezza invece che alle dieci. Quello voleva dire che avrebbe potuto permettersi di fare il bagno e poi la colazione più comodamente, indugiando con l’uovo alla coque e il giornale prima di partire; un piccolo regalo, ma stimato.
Bussarono alla porta, piano al inizio e poi più insistente.
‘Ci metti un’eternità, babbo. Che fai lì dentro?’
Non rispose.
‘Babbo? Ti darebbe fastidio sbrigarti? O vuoi che faccia tardi?’
William si girò verso la porta. Tirò fuori la lingua.
‘Non fare questi versi infantili’. La voce venne dall’altro lato della porta.
Infantili? pensò William. Bene, e tu ce l’hai una piccola sorpresa che ti aspetta, Eddie, caro figlio mio.

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